Un bel giorno ho capito che la scienza non era vera. Non ricordo il giorno ma ricordo il momento. Il dio del ventesimo secolo non era più dio.
C’è un errore e sembra comune a tutti coloro che si occupano di scienza: sostengono che ogni cosa sia o vera o falsa; non sanno sempre con certezza quali cose siano vere o false. Vi sanno dire se l’erba è verde, se gli atomi vibrano o se il numero dei laghi del Maine è pari o dispari. La verità di queste affermazioni è dello stesso tipo di quella degli enunciati matematici o logici, o intera o niente: “bianco o nero”, “uno o zero”.



Fino a pochi giorni fa consideravo una stravaganza l’appello di alcune persone a non nutrirsi di carne. Mi dicevo: ” Aboliamo la caccia ed impediamo qualsiasi sofferenza inutile agli animali… ma mangiare carne fa parte della nostra natura: li alleviamo e uccidiamo per sopravvivere… è un fatto naturale.” Non mi sono mai opposto alle loro idee, anzi con invidia osservavo la loro coerenza estrema tra amor per la natura e sensibilità alle sofferenze del bestiame. Poi le mie ricerche sull’ Economia Biofisica mi hanno portato a confrontarmi con l’ecosostenibilità del consumo di carne.
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