Monthly Archive for July, 2011

ISLANDA: Quando il popolo sconfigge l’economia globale

L’hanno definita una ‘rivoluzione silenziosa’ quella che ha portato l’Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell’intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.
Di Andrea Degl’Innocenti

Il Cambiamento.it

Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.

L’Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un’eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un’esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.

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Debitocrazia e debito detestabile

L’economia moderna è basata sul debito. Se da una parte nel mondo cresce il capitale necessariamente da un’ altra parte è nato un debito.  Questo  principio è la necessità logica della formula Money= debt.

Ma i debiti sono tutti uguali?

Nel 1927 Alexander Sack, dopo essere stato ministro nella Russia degli Zar ed esperto di diritto  e successivamente diventato insegnante nelle università europee e degli Stati Uniti, presentò la nozione di “Debito Detestabile”.

Alexander afferma che un  debito per essere detestabile deve possedere 3 prerequisiti:

1) Il governo deve aver conseguito prestiti senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza il loro consenso.

2) I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno beneficiato la cittadinanza.

3) I creditori devono essere al corrente di questa situazione e disinteressarsene.

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Dona la potenza di calcolo inutilizzata del tuo computer alla scienza che preferisci!

world_digital_connectionsI mezzi informatici sono lo strumento che più di ogni altro ha permesso di accellerare il progresso dell’umanità, nel bene e nel male. Essi sono sempre più fondamentali in ogni ambito di ricerca scientifica.

Sebbene la potenza dei calcolatori vada aumentando di anno in anno, la necessità di capacità di calcolo risulta spesso maggiore di ciò che le possibilità economiche di delle Università e degli enti di ricerca in generale sono in grado di offrire. Inoltre spesso avviene che le risorse economiche di cui una ricerca può disporre sono inversamente proporzionali alla bontà della stessa (notoriamente e tristemente, le risorse per la ricerca bellica sembrano non mancare mai). Quale capitalista finanzierebbe mai una ricerca il cui unico scopo è migliorare la vita sulla terra senza alcun interesse economico?

Una soluzione c’è.
Grazie al “calcolo distribuito” i cittadini possono unire le forze, o meglio, le potenze di calcolo inutilizzate dei propri computer, per metterle a disposizione delle ricerche che preferiscono.

Una nuova interessante forma di Democrazia Diretta.
Come funziona?
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I soldi rubati – Intervista a Nunzia Penelope

Articoli ” Trattato di Lisbona ” ( Parte V sezione 1 )

 

TITOLO V

DISPOSIZIONI GENERALI SULL’AZIONE ESTERNA DELL’UNIONE E DISPOSIZIONI SPECIFICHE SULLA POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE

CAPO 1

DISPOSIZIONI GENERALI SULL’AZIONE ESTERNA DELL’UNIONE

Articolo 21

1. L’azione dell’Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. L’Unione si adopera per sviluppare relazioni e istituire partenariati con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, regionali o mondiali, che condividono i principi di cui al primo comma. Essa promuove soluzioni multilaterali ai problemi comuni, in particolare nell’ambito delle Nazioni Unite. Continua a leggere 'Articoli ” Trattato di Lisbo...'

Storie di ordinaria rivoluzione: nessuna notizia dall’Islanda?

di MarcPoling

(Aggiornato al 15 Luglio 2011: ho corretto alcune imprecisioni riscontrate da diversi utenti nei vari blog dove quest’articolo è stato riproposto.)

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi?

Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di bocciare le condizioni di pagamento del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, contestando l’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?

Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
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