Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/10/3800apkasfokadfgoljkadfg-27/150768/
Nessuno si è mostrato sorpreso. Non certo gli adolescenti incappucciati che all’imbrunire scappavano a casa, né i giovani Ken e Tony ritornati a Tottenham per seguire la guerriglia urbana. “Era solo questione di tempo; sapevamo che sarebbe accaduto”, commenta Tony. La polizia ha ucciso un nero in circostanze sospette e plotoni di giovanissimi disoccupati hanno messo a ferro e fuoco le strade. Secondo Tony mancava solo la scintilla.
La rivolta è sembrata, al contempo, inevitabile e impensabile. Nel giro di pochi giorni la violenza ha contagiato la capitale di un Paese avanzato facendolo regredire a caos e brutalità. È la più arcana delle rivolte e, insieme, la più moderna. I suoi partecipanti, guidati da Twitter, mettono in scena una replica sinistra della Primavera araba. L’estate di Tottenham, che vede in piazza persino bambini di sette anni, non è l’attacco disperato a un regime tirannico, ma a uno Stato democratico. Come è potuto accadere, si chiedono tutti a Londra? Tra le tante risposte ovvie c’è anche il fallimento delle forze dell’ordine. Gli agenti senza una guida che hanno ucciso Mark Duggan si sono giustificati dicendo che aveva aperto il fuoco. Pare non sia vero!
Scritto da Francesco Carbone






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