Temo fortemente, al contrario di quanto pensano tante altre persone, che la crisi democratica in Italia a seguito delle dimissioni di Berlusconi subirà un aggravamento. Certo Mario Monti con ogni probabilità restituirà credibilità internazionale all’Italia e rimetterà in sesto i conti dello Stato, ma a quale prezzo?
La prima contropartita che mi viene in mente (dopo le ovvie “lacrime e sangue”) è il fatto che ci troviamo obbligati, ancora una volta dalla situazione economica, a cedere una parte della nostra Sovranità. Questa volta dando il potere a un Governo “tecnico” e quindi non eletto direttamente dai Cittadini. Il che equivale a una diminuzione della Democrazia. Se si trattasse di “fare un passo indietro per poi farne dieci in avanti”, benvenga! Ma intanto passerà il messaggio che “certe decisioni sono troppo importanti perchè si lasci che siano i cittadini a prenderle”. In barba alla Storia (recente e meno recente) che dovrebbe averci ormai insegnato la validità di uno dei concetti base della Democrazia: l’unica entità che può davvero fare gli interessi del Popolo è il Popolo stesso. E quindi anche a diffidare dei “guru” che nella loro discesa in campo si auto-presentano, o peggio, sono presentati dall’alto come i “salvatori”.
Infatti, con specifico riferimento a Mario Monti, riducendo la questione oll’osso, uno dei principali aspetti controversi è il seguente:








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