Articolo spostato su www.signoraggio.it…
Archive for the 'notizie e politica' Category
La lettera di Arianna Ciccone
Al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti
Lorenzo Del Boca
e p.c.
al Direttore tg1 Augusto Minzolini
e al Presidente della Rai Paolo Garimberti
Oggetto: segnalazione grave violazione deontologia professionale.
Caro Presidente, ti scrivo a nome mio e credo di tutti i cittadini che hanno a cuore la verità e la dignità della professione giornalistica in questo Paese. Premetto subito che qui non si tratta di destra o sinistra, della legittimità o meno del direttore del Tg1 di esporre la sua linea editoriale (personalmente credo che il direttore di un tg abbia il diritto di dire il suo pensiero, la sua opinione). Qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo. Ieri il tg1 delle 13.30 come sai ha dato una notizia falsa. Ecco credo che nessuno di noi possa e debba accettare questo. Mi aspetto quindi una reazione esemplare dell’Ordine rispetto a un episodio che umilia la professione giornalistica e i cittadini.
“Certo che per dire in un tigì, o scrivere su un giornale, che “Mills è stato assolto”, spacciando la prescrizione di un reato accertato per “assoluzione”, bisogna essere dei bei mascalzoni. Non dico faziosi, o manipolatori, o servi, dico proprio mascalzoni perché per un giornalista manomettere la verità è un crimine, tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende. Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni, di passione politica. è proprio una frode, una lurida frode che non descrive più l’aspra dialettica di un paese spaccato, descrive qualcosa di molto peggiore: l’impunità conclamata di chi mente con dolo, con metodo, con intenzione, sicuro di non doverne rispondere ad alcuno (all’Ordine dei giornalisti? è più realistico sperare che intervenga Batman).
Per altro in un Paese di impuniti, perché proprio i giornalisti dovrebbero essere esentati dal privilegio di poter sparare bugie e ingannare la pubblica opinione senza conseguenze? Molti dei loro padroni e dei loro referenti politici negli ultimi vent’anni hanno perseguito con ogni mezzo, e ampiamente sperimentato, il piacere dell’impunità. Se ne sentono partecipi anche i loro impiegati” Michele Serra
Fa male anche a voi come a me questa riflessione? Ecco caro Presidente Del Boca io come cittadina mi aspetto da parte dell’Ordine un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità. Mi aspetto caro Presidente Garimberti e caro Direttore Minzolini le scuse del tg1 e la rettifica.
Sicura di una vostra risposta, vi auguro una felice giornata
Arianna Ciccone
Puoi sottoscrivere la lettera sul gruppo Facebook: La dignità dei Giornalisti e il rispetto dei Cittadini.
Cos’è la disinformazione? In che modo i media riescono ad ingannare e mentire? Come possiamo fare tu ed io per riconoscere le fonti fuorvianti? In questa guida H.Michael Sweeney svela le tecniche di disinformazione più efficaci per aiutarti ad individuare le mezze verità. La disinformazione è un’informazione falsa o inesatta che viene diffusa deliberatamente. Certe volte viene chiamata anche con il sinonimo di Black propaganda. Può includere la distribuzione di documenti, manoscritti e fotografie falsificate, o la diffusione di pettegolezzi maliziosi e informazioni costruite a tavolino. La disinformazione non va invece confusa con l’informazione falsa o inaccurata in modo non intenzionale. (fonte Wikipedia) La disinformazione viene realizzata in vari modi. Ecco alcuni esempi:
- Una notizia di cronaca potenzialmente pericolosa può essere ignorata dai mass media. La maggior parte delle persone crede che qualcosa che non è stato riportato dai media semplicemente non esista.
- Una notizia di cronaca può essere presentata come un’ “accusa priva di fondamento“, specialmente da qualcuno che ha autorità. Le persone che godono di largo consenso o ricoprono posizioni importanti in politica, economia o in ambito militare possono fare leva sulla loro reputazione per etichettare un fatto come falso e ridicolo.
- Una copertura massiccia da parte dei media di un evento importante può creare una distrazione sufficiente per deviare l’attenzione della gente da un problema vero.
- Una diceria che non viene né smentita né confermata può generare confusione e dubbi in un pubblico vasto.
- Un individuo o un gruppo di persone possono essere costrette o pagate per fornire informazioni false che danno vita a false notizie di cronaca.
Adesso che ti ho presentato alcuni esempi di come funziona la disinformazione, lascia che condivida con te qualche consiglio pratico per proteggerti dall’informazione fuorviante:
- Chiedi: poniti sempre molte domande quando senti una notizia di cronaca. Da dove viene la notizia? E’ una fonte affidabile? C’è qualcun altro che ha riportato la stessa storia? Metti in dubbio ogni cosa e non dare nulla per scontato.
- Verifica: cerca sul Web o parla con i tuoi amici e familiari di ogni notizia proveniente dai media. Potresti scoprire informazioni importanti che ti mostrino l’intera vicenda sotto una luce differente.
- Mantieni la tua posizione: non sottostimare mai le tue opinioni e non farti intimorire dall’autorità. Diffida delle “persone che sanno” che gettano sul tavolo le loro credenziali. Tutti hanno lo stesso livello di credibilità finché non dimostrano di essere degni di fiducia.
- Indaga: Fai molta attenzione alle notizie considerate troppo complesse da risolvere. Probabilmente non è stata fatta nessuna analisi della vicenda e tu stai utilizzando informazioni che non sono state verificate né approfondite.
- Focalizza: Non provare a dividere la tua attenzione su diverse notizie di cronaca. Scegline una e resta su quella. Poi passa oltre. C’è sempre una notizia più importante che richiama la tua attenzione che può distrarti dalla tua indagine.
Questi qui sopra sono solo alcuni esempi per aiutarti a pensare in modo diverso e sviluppare un atteggiamento critico verso le notizie che senti ogni giorno. Nell’articolo di H. Michael Sweeney che stai per leggere, troverai una bella lista di tattiche che gli artisti della disinformazione usano per ingannare, farti accettare le menzogne e inventare di sana pianta notizie di cronaca. Per quelli di voi che non hanno mai sentito parlare di Mr. Sweeney, lui è un esperto di disinformazione e un autore di libri. Inoltre gestisce il sito The Professional Paranoid che rappresenta una valida fonte per trovare materiale relativo alla sicurezza sul Web e alle questioni di privacy personale. Ecco la guida di H. Michael Sweeney sui metodi di disinformazione più efficaci. Il contenuto che stai per leggere è altamente machiavellico, domandati: chi si comporta così?
Venticinque Modi di Sopprimere la Verità: le Regole Della Disinformazione
di H. Michael Sweeney Basato su Tredici Tecniche per la Soppressione Della Verità di David Martin, il seguente articolo può essere utile per introdurre nel mondo del confronto con le verità nascoste e le mezze verità, e la soppressione della verità quando crimini gravi vengono analizzati nei forum pubblici. Questo, tristemente, coinvolge ogni giorno i media, che sono fra i peggiori responsabili come fonti di disinformazione. Laddove il crimine comporta una cospirazione, o una cospirazione per nascondere un crimine, ci sarà invariabilmente una campagna di disinformazione lanciata contro quelli che cercano di scoprire e mostrare la verità e/o la cospirazione. Ci sono tattiche precise che i maestri della disinformazione tendono ad applicare, come viene rivelato in questo articolo. Più una determinata parte rispecchia tali caratteristiche ed è colpevole di seguire le regole, più è probabile che si tratti di professionisti della disinformazione con uno specifico motivo. La gente può essere comprata, intimorita, o ricattata allo scopo di diffondere disinformazione, così anche le “persone perbene” possono essere sospette in molti casi. Una persona razionale coinvolta nella ricerca della verità valuterà quella catena di prove e concluderà o che i collegamenti sono solidi e decisivi, che uno o più passaggi sono deboli e necessitano di ulteriori accertamenti prima che si possa arrivare ad una conclusione, o che uno o più collegamenti possono essere rotti, di solito invalidando (ma non necessariamente, se già esistono o possono essere trovati collegamenti paralleli, o se un particolare collegamento rafforzava solamente la tesi, ma non si trattava di un passaggio chiave) il ragionamento. Il gioco si basa sul sollevare questioni che rafforzino o che indeboliscano (preferibilmente fino al punto di rottura) questi collegamenti. E’ compito di un maestro della disinformazione interferire con queste valutazioni…Quantomeno per indurre le persone a pensare che i collegamenti siano deboli o spezzati quando, in realtà, non lo sono… O proporre soluzioni alternative che portino lontano dalla verità. Spesso, semplicemente incalzando e rallentando il processo attraverso tattiche di disinformazione, un livello di vittoria è assicurato perché l’apatia cresce con il tempo e con la retorica. Sembrerebbe vero in quasi ogni caso, che se qualcuno non riesce a spezzare la catena delle prove per una soluzione certa, la rivelazione della verità ha trionfato. Se la catena viene spezzata o si deve creare un nuovo collegamento, o una nuova catena per intero, o la soluzione non è valida e se ne deve trovare un’altra…Ma la verità trionfa anche in questo caso. Non deve vergognarsi chi ha proposto o sostenuto una soluzione, una catena o un collegamento sbagliato, se lo ha fatto in buona fede cercando la verità. Questo è l’approccio razionale.
Eludi la Catena Delle Prove
Sebbene sia comprensibile che una persona possa venir coinvolta emotivamente da un particolare aspetto di un determinato problema, è veramente irrilevante chi vince, purché vinca la verità. Ma i maestri della disinformazione cercano sempre di spingere sull’aspetto emotivo e sanzionare ogni insuccesso (vero, falso o presunto) e tentano sempre tramite l’intimidazione di impedire la discussione in generale. E’ l’artista della disinformazione e coloro che ne possono tirare le fila (coloro che hanno maggiormente da temere dalla scoperta del crimine) a DOVER cercare di evitare che l’analisi precisa e razionale delle prove possa condurre a loro. Siccome i fatti e la verità raramente cadono spontaneamente, devono essere sopraffatti con menzogne e inganni. I professionisti nell’arte della menzogna e dell’inganno, come i servizi segreti e i criminali professionisti (che spesso sono le stesse persone o perlomeno collaborano), tendono ad applicare strumenti ben precisi ed osservabili in questo processo. Comunque, il pubblico in larga parte non è adeguatamente attrezzato per fronteggiare tali armi, e spesso viene facilmente traviato da queste tattiche collaudate nel tempo. Clamorosamente, neppure i media e le forze dell’ordine SONO STATI ADDESTRATI a fronteggiare questi problemi. Per la maggior parte, solo i giocatori capiscono le regole del gioco. Per tali maestri della disinformazione, l’obiettivo principale è quello di evitare che si discuta dei collegamenti nella catena delle prove che non possono essere spezzati dalla verità, ma invece usare sempre abili inganni o menzogne per far sembrare determinati collegamenti più deboli di quello che sono in realtà, creare l’illusione di una rottura, o ancora meglio, provocare qualcosa che possa distrarre in ogni modo quelli che stanno indagando sulla serie di eventi, incluso il metodo di mettere in dubbio le credenziali di chi presenta il caso.
Un Fatto è un Fatto
E’ necessario capire che un fatto è un fatto, indipendentemente dalla fonte. Ugualmente la verità è verità, indipendentemente dalla fonte. Questo è il motivo per cui i criminali possono testimoniare contro altri criminali. Questo è anche il motivo per il quale argomentazioni del tipo: “quello che dice quella persona non lo ascolto perchè è fazioso” sono estremamente fallaci. Laddove può esistere realmente un motivo per mentire, solo la prova concreta che la testimonianza stessa sia falsa la rende completamente nulla. La testimonianza di un noto bugiardo che sta in piedi senza un fatto che la confermi, certamente può avere valore discutibile, ma se la testimonianza (discussione) è basata su fatti verificabili o altrimenti dimostrabili, non importa cosa fa chi la presenta o quali motivi abbia per farlo, o se ha mentito in passato o anche se abbia dei motivi per mentire in questa situazione – i fatti o i collegamenti potrebbero e dovrebbero stare in piedi o cadere per merito loro e il loro ruolo nella questione sarà semplicemente di supporto. Inoltre, particolarmente a proposito di forum pubblici come lettere alle redazioni dei giornali, chat su Internet e newsgroup, il maestro della disinformazione svolge un ruolo molto importante. In questi forum, i principali argomenti di discussione sono generalmente dei tentativi da parte dei singoli di attrarre l’attenzione di altre persone sulle loro particolari posizioni, idee, o soluzioni – fenomeno molto diffuso al momento. Le persone spesso usano certi mezzi di comunicazione come cassa di risonanza per le proprie idee e nella speranza di trovare spunti per sviluppare meglio le proprie opinioni. Laddove vi sono opinioni critiche nei confronti del governo o di poteri forti (specialmente se l’argomento è la loro azione criminale) l’artista della disinformazione ha anche un altro ruolo – quello di troncarle sul nascere. Essi cercano inoltre di far apparire l’opinione, chi la propone e i suoi sostenitori come privi di credibilità, nel caso in cui dai loro primi successi dovessero derivare eventuali futuri dibattiti in ambienti pubblici. Spesso puoi riconoscere i professionisti della disinformazione al lavoro per mezzo dell’applicazione meticolosa di “standard più alti” di discussione di quelli richiesti dalla necessità Essi chiederanno che quelli che presentano gli argomenti o i concetti registrino ogni cosa con lo stesso livello di competenza di un professore, un ricercatore o un giornalista investigativo. In caso contrario ogni discussione, dal loro punto di vista, diventa inutile ed indegna e chiunque dissente è ovviamente uno stupido – e di solito la mettono proprio in questi termini. Questa strategia è tipicamente adottata da chi teme di perdere la discussione qualora questa si mantenesse entro il perimetro della razionalità e della logico-deduzione, per questo motivo cerca di spostare l’attenzione, e quindi anche le argomentazioni, sul piano emotivo e personale. “Se non puoi attaccare il messaggio attacca il messaggero”. Così, quando leggi certe discussioni, in modo particolare nei newsgroup su Internet, decidi per conto tuo quando viene sviluppato un ragionamento razionale e quando sono strumento di disinformazione, operazioni psicologiche o inganni. Accusa liberamente i responsabili nel secondo caso. Essi (sia quelli che stanno deliberatamente cercando di portarti fuori strada, sia quelli che sono semplicemente stupidi o malconsigliati) di solito se la danno a gambe di fronte all’evidenza, o in altre parole, o si nascondono o tacciono (un esito perfettamente accettabile in un modo o nell’altro, dato che l’obiettivo è la verità.)
Le Venticinque Regole Della Disinformazione:
» Continua a leggere: ‘Tecniche di Disinformazione: Guida ai metodi più...’
Dal CorrieredellaSera.it di ieri: Un parlamentare positivo alla cocaina
La notizia si riferisce al test-antidroga su base volontaria proposto dal ministro Giovanardi.
Leggendo si scopre che il test era volontario e poco più di 200 hanno accettato di farlo.
Se solo il 20% ha il coraggio di fare un test del genere, di che hanno paura gli altri?
Peggio ancora, se era volontario, perchè il “parlamentare fattone” (ovvero l’unico parlamentare – del quale non sarà divulgato il nome – fra quei 200 volontari che è risultato positivo al test) è andato a farlo?
Peggio un parlamentare drogato o un parlamentare idiota?
Ma facciamo qualche passo indietro…
Tutta questa attenzione alla questione dei drogati in parlamento l’avevano sollevato le Iene con un tristemente noto servizio non andato in onda qualche anno fa. Non andato in onda perché censurato. Ai tempi fece più scalpore il fatto che le Iene avessero ostato tanto piuttosto che il risultato del test: su 50 parlamentari sottoposti al test il 30% circa era risultato positivo. In altre parole il test delle Iene forniva un dato statistico secondo il quale circa un parlamentare su tre avrebbe fatto uso di droga nelle ultime 36 ore.
Ma ripercorriamo la vicenda coi seguenti video:
Il giudizio lo lascio al lettore.
Questo però ci riporta in qualche modo alla vicenda di Marco Castoldi, in arte “Morgan” e della sua esclusione dal festival di San Remo (buon per lui, ma questo sarebbe un’altro discorso) perchè drogato. L’articolo lo ripropongo qui: http://www.spiritocritico.it/notizie-e-politica/morgan-e-i-parlamentari-2-pesi-2-misure/
In sostanza dicevo: perché un “uomo dello spettacolo” che si droga deve essere estromesso dallo spettacolo mentre un parlamentare che si droga non dovrebbe essere estromesso dal Parlamento?
(Quel luogo dove urlano, sbraitano ma, ogni tanto, ahinoi, tra le altre cose scrivono e approvano anche le leggi)…
Da un Telegiornale sarebbe lecito aspettarsi un servizio di informazione strettamente correlato alle informazioni rispetto alle quali il cittadino necessita di essere messo al corrente. In altre parole ci si aspetterebbe una stretta correlazione tra fatto e notizia riportata dal telegiornale.
Lo studio qui riportato mostra che questo spesso non avviene: I telegiornali e il lavaggio del cervello.
Che senso può avere quindi l’aumentare le notizie di cronaca nera proprio in un periodo in cui i fatti di cronaca nera tendono a diminuire?
Il senso lo si può solo intuire, quello che è certo è il senso di sicurezza del cittadino medio, se bombardato da notizie di cronaca nera tende ad abbassarsi e, di conseguenza, il cittadino che si sente insicuro – e che quindi avverte un problema connesso alla propria sicurezza e a quella del paese nel quale vive – reagirà cercando una soluzione.
In caso di elezioni tenderà a votare lo schieramento che offre maggiori garanzie dal punto di vista della sicurezza.
Buona visione!
PS del 15 Febbraio: questa notizia è stata ripresa anche dal blog ByoBlu. A tal proposito ringrazio Claudio Messora per la seguente immagine:
Fonte: Osservatorio di Pavia
“Se qualcuno avesse ancora dubbi, fategli vedere questo grafico. I dati sono stati resi noti dall’Osservatorio di Pavia, e riguardano il conteggio delle notizie di eventi criminosi apparse sui nostri telegiornali nel quinquennio 2005 – 2009.
La linea rossa mostra il numero di notizie relative agli atti criminosi, la linea blu descrive l’andamento reale dei crimini, mentre la linea gialla mostra la percezione degli stessi da parte degli italiani. Potremmo ribattezzarla: linea della paura.
La fascia evidenziata in verticale, invece, è mia [di Claudio Messora N.d.R.]. Per la precisione, identifica gli anni della XV legislatura, più comunemente nota come Governo Prodi II, in carica dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008.”
Il Decreto Romani tradisce finalmente il suo reale ispiratore: la Binetti. La Net Neutrality? Superata: in Italia arriva la Net Teocracy. Si potrà navigare soltanto sui siti web che rispettano i dieci comandamenti. In anteprima su Byoblu.Com le nuove tavole della legge, i primi dieci commi del Decreto Romani così come verranno presentati al Consiglio dei Ministri.
1. Io sono Romani, il padrone della tua connessione.
2. Non pronunciare invano il nome del tuo Ministro delle Telecomunicazioni.
3. Osserva e santifica la disconnessione forzata: salverà la tua anima.
4. Onora Silvio Berlusconi e le sue televisioni.
5. Non indulgere in videogiochi violenti.
6. Non commettere atti impuri (non collegarti a YouPorn).
7. Non scaricare film e musica dalla rete.
8. Non fare dirette streaming.
9. Non caricare video su YouTube.
10. Non desiderare informazioni di altri, che non siano Mediaset, Rai o Il Giornale.
…continua su www.byoblu.com.

→significato di “due pesi, due misure”.
Morgan via dalla TV perché è un drogato, uno che ha ammesso di fare uso di cocaina sottoforma di crack regolarmente, forse solo in passato. Via dalla TV perché sarebbe un cattivo esempio, via da San Remo perché non è giusto offrire una simile vetrina, un simile prestigio a un drogato. Sarebbe uno scandalo.
Qualcuno millanta perfino l’ipotesi del “test anti droga per chi salirà sul palco dell’Ariston“.
…e i Politici condannati in via definitiva che siedono in Parlamento e scrivono le leggi?
…e i 50 Parlamentari dei quali ben 1 su 3 è risultato positivo al test sull’uso di cocaina?
Ipotizziamo un test anti droga per chi siede in Parlamento?
Cacciamo dal Parlamento i condannati e i drogati?


(2 votes, average: 4.00 out of 5)
(3 votes, average: 4.33 out of 5)


Commenti recenti