Cronaca della manifestazione a Roma dal punto di vista delle forze dell’ordine

Roma in preda al caos dopo gli incidenti scatenati da alcune centinaia di incappucciati nel grande corteo delle decine di migliaia di indignati partito poco prima delle 14 da piazza della Repubblica diretto a San Giovanni. Fino a sera via Cavour, via Labicana, viale Manzoni, San Giovanni, via Merulana, piazza Vittorio e le strade limitrofe sono state teatro di scorribande e scontri durissimi. Le forze dell’ordine sono riuscite a riprendere il controllo solo intorno alle 20.
Inizialmente il corteo, partito in anticipo e pacificamente da piazza Repubblica, era capeggiato dallo striscione «People of Europe: rise up» ed accompagnato dal grido  «Noi la crisi non la paghiamo».

La calma è stata subito interrotta da quattro manifestanti mascherati da Guy Fawkes che sono saliti sulla tettoia dell’hotel Atlantico, hanno bruciato una bandiera italiana ed una europea e  hanno lanciato volantini con su scritto «È arrivata la rivoluzione precaria».
Poi un gruppo di incappucciati ha sfondato la vetrata di una banca colpendola più volte con un cartello stradale; la stessa sorte è toccata a breve da una seconda banca, poi è stato il turno  di un supermercato che è stato distrutto e saccheggiato. Subito dopo, mentre alcuni violenti attaccavano il distributore di benzina in fondo a via Cavour, su largo Corrado Ricci e danneggiavano lo sportello bancomat di un ufficio postale, altri hanno dato alle fiamme tre macchine ed alcuni cassonetti. I vigili del fuoco, accorsi per domare gli incendi, sono stati presi di mira da un fitto lancio di oggetti.
A questo punto una parte dei manifestanti ha tentato di bloccare il gruppo di violenti volgendo loro  slogan contro la violenza e come risposta sono stati ricambiati diventando il bersaglio di alcune bottiglie.
I gruppetti dei violenti, inizialmente solo 30-40 ma poi il numero si è ingrossato, erano vestiti completamente di nero, con il volto travisato.  La loro sembrava una divisa studiata: felpe nere, caschi neri, occhiali da sole o bandane ma comunque volto coperto.
In via Cavour  si è giunti al contatto fisico tra la manifestazione pacifica ed i violenti: un uomo di circa sessant’anni, militante dei Cobas, è stato aggredito dai teppisti e colpito con una bottiglia al volto, riportando una ferita a un orecchio.
All’angolo tra via Labicana e via Merulana un militante Sel (Sinistra Ecologia e Libertà)  ha perso due dita di una mano per l’esplosione di un petardo che gli era stato lanciato contro come ritorsione per le sue proteste.
Tre incappucciati sono stati bloccati dai manifestanti in via Cavour. I tre sono stati presi e portati alle forze dell’ordine.
Due troupe di Sky Tg24 sono state aggredite mentre filmavano gli scontri.
Sempre in via Labicana un gruppo di teppisti ha sfondato le vetrine e devastato una sede dell’agenzia di lavoro interinale Manpower.  Un fumogeno e una bomba carta sono stati lanciati contro la ex sede Agenzia delle entrate.
I gruppi in nero hanno sfondato il portone dell’edificio che ospita il Centro Rifornimento di Commissariato dell’Esercito e  mandato a fuoco i suoi due piani provocando il crollo del tetto dell’edificio. Gli inquilini, due militari in pensione, sono riusciti a sfuggire alle fiamme.
Fumogeni e bomba carta anche contro l’assessorato delle politiche sociali. Il gruppo si aiutava con pali della segnaletica stradale usati come ariete.
I gruppi di violenti si sono via via ingrossati, raggiungendo almeno  500 unità. Le forze dell’ordine sono intervenute alla fine di un lungo percorso di devastazioni, su via Labicana. Da quel momento è stato per ore un crescendo di scontri, con i violenti che hanno preso di fatto il controllo di piazza San Giovanni, attaccando le forze dell’ordine da tre fronti.
Un blindato dei carabinieri è stato bloccato e dato alle fiamme. I due militari a bordo sono riusciti a fuggire prima che il mezzo venisse incendiato.
Il gruppo che aveva bruciato il blindato dei carabinieri si è diretto in seguito in via Matteo Bonardo, dando alle fiamme auto, motorini e cassonetti. Una grande nuvola di fumo nero ha avvolto la strada, poi presidiata dai reparti delle forze dell’ordine. I teppisti sono quindi arretrati verso via Merulana, costruito barricate all’incrocio con viale Manzoni e, grazie all’ausilio di fionde, lanciato verso gli agenti  i lacrimogeni che riuscivano a raccogliere dal terreno.
I blindati sono intervenuti poi per spazzare via le barricate fatte di auto e cassonetti dati alle fiamme.
Le cariche sono state violentissime, con un nutrito lancio di lacrimogeni. Tanti i blindati e gli idranti sul posto. Circa 200 manifestanti pacifici si sono arroccati sotto la statua di San Francesco urlando «no violenza» all’indirizzo dei teppisti. In molti applaudivano quando i violenti venivano fermati.
Piazza San Giovanni viene di fatto spaccata in due. I teppisti dalla parte di via Emanuele Filiberto dietro barricate di fuoco. Al centro i blindati delle forze dell’ordine e i contingenti.D’altra parte l’anima vera del corteo vicino alla basilica.
Vista la situazione i cancelli del vicariato sono stati aperti per permettere ai manifestanti pacifici di trovare riparo: famiglie, giovani, bambini ed anziani vi sono entrati velocemente.
Il gruppo di violenti, attestato all’estremità della piazza rispetto alla basilica, ha continuato a lanciare sanpietrini contro gli agenti. Un mezzo delle forze dell’ordine che aveva forzato le barricate è stato assaltato dai teppisti. Il mezzo è stato preso a calci e colpito con mazze.  Tutti i blindati venivano regolarmente assaltati e costretti ad indietreggiare. I violenti attaccavano le forze dell’ordine da tre lati: da via Carlo Felice, da piazzale Appio e da viale San Giovanni; lanciavano pietre e petardi, si ritiravano per poi avanzare nuovamente. Le forze dell’ordine rispondevano con lacrimogeni e cariche di alleggerimento.
Persino una parrocchia è stata presa di mira nei pressi di San Giovanni ( San Marcellino e Pietro) tra via Labicana e via Merulana.
Il portavoce del vicariato ha dichiarato: «Sono sconcertato abbiamo visto scoppiare la protesta dalle finestre della parrocchia. Dei giovani incappucciati hanno divelto la porta della sala utilizzata per il catechismo, sono entrati, hanno affisso un manifesto e hanno distrutto quello che c’era dentro. Poi hanno preso una statua della Madonna di Lourdes e un crocefisso, li hanno portati in strada e li hanno frantumati. Un gesto blasfemo di profanazione che non ha alcun senso. Hanno tentato anche di sfondare la porta d’ingresso della chiesa, ma non ci sono riusciti fortunatamente. Poi si sono spostati verso San Giovanni. Non ci aspettavamo atti così violenti contro simboli religiosi nè ci aspettavamo una situazione così grave, anche se erano scattate misure preventive e la basilica di San Giovanni e l’area attigua sono state chiuse».
Solo dopo le 18 le forze dell’ordine hanno ripreso il controllo della piazza, spingendo i violenti verso l’obelisco.
Le forze dell’ordine hanno caricato i violenti e sfondato le barricate, dietro le quali si erano  asserragliati, grazie all’uso dei blindati costringendoli a fuggire  verso piazza Santa Maria Maggiore.
Alcune centinaia di teppisti riunitesi in via Merulana hanno tentato di incendiare una pompa di benzina ma sono stati prontamente  fermati grazie al lancio di nuovi lacrimogeni.
In seguito nuove barricate sono state erette a piazza Vittorio e date alle fiamme.
I blindati hanno dovuto intervenire nuovamente per liberare la piazza. Gli ultimi roghi sono stati appiccati  nelle vie limitrofe.
Solo intorno alle 20  è tornata la calma. 

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